12 minuti 12
Quotidiano SIR
25 Jan 2012 |
|
Un mese fa in un monastero benedettino, nel gran silenzio della clausura, avevamo chiesto alla madre badessa cosa arriva, lì dentro, delle voci e delle paure di noi che stiamo fuori. Ho l’impressione, aveva risposto la monaca, che arrivi tutto, perfino ciò che non viene detto: «In questo silenzio si sente anche ciò che non è pronunciato».Viene in mente questa risposta nel leggere Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali. Il Papa dice che per comunicare occorre «imparare ad ascoltare, a contemplare, oltre che a parlare». E usa, e ripete la parola "silenzio". Senza il silenzio, dice, «non esistono parole dense di contenuto». Nel silenzio si approfondisce il pensiero, tacendo si permette all’altro di parlare. Nel silenzio si colgono «il gesto, l’espressione del volto, il corpo, come segni che manifestano la persona». La sofferenza, si esprime con forza nel silenzio. E là dove i messaggi e l’informazione abbondano, «il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è essenziale da ciò che è inutile». Elogio del silenzio, dunque; fascino di una provocazione che dentro al nostro rumore quotidiano va diritta a indicare ciò che più ci manca. Siamo la generazione Avvenire Per l'editoriale completo clicca qui.
|









Un mese fa in un monastero benedettino, nel gran silenzio della clausura, avevamo chiesto alla madre badessa cosa arriva, lì dentro, delle voci e delle paure di noi che stiamo fuori. Ho l’impressione, aveva risposto la monaca, che arrivi tutto, perfino ciò che non viene detto: «In questo silenzio si sente anche ciò che non è pronunciato».










