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Quotidiano SIR
25 Jan 2012 |
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Il silenzio? Non è una «fuga dalla parola» ma è anzi una «piazza» che apre all’ascolto, al dialogo, all’espressione di una parola «più densa di significato». Secondo padre Antonio Spadaro, direttore de «La civiltà cattolica», è in questa prospettiva l’autentico valore profetico del messaggio di Benedetto XVI per la Giornata della comunicazioni sociali. Padre Spadaro, in cosa consiste la complementarità tra silenzio e parola di cui parla il Papa?
Normalmente silenzio e parole vengono considerati in opposizione tra loro, ma tale visione non rispecchia la comunicazione umana, basata su una stretta relazione tra parola e silenzio insieme. Il silenzio, però, non è solo una pausa del discorso, che permette all’altro di parlare e che quindi apre all’ascolto e al dialogo. Il Papa, infatti, fa un passo avanti e afferma che di fatto il silenzio è «funzionale» all’espressione: permette, cioè, di esprimere una parola più densa di significato. Il silenzio, insomma, per il Papa non è una condizione di vuoto o di assenza, ma è quasi una «piazza» che permette l’incontro e l’espressione di un significato più profondo. Questa prospettiva rappresenta un punto di discontinuità rispetto ai discorsi ovvi che si fanno oggi sui media, laddove si parla della necessità di ritirarsi dal caos e dal frastuono del flusso mediatico, di fuggire dall’eccesso di informazione. Il Papa, invece, fa sua la richiesta, già indicata dalla poesia, di una parola «scavata» nel silenzio, per dirla con Ungaretti.
Avvenire
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Il silenzio? Non è una «fuga dalla parola» ma è anzi una «piazza» che apre all’ascolto, al dialogo, all’espressione di una parola «più densa di significato». Secondo padre Antonio Spadaro, direttore de «La civiltà cattolica», è in questa prospettiva l’autentico valore profetico del messaggio di Benedetto XVI per la Giornata della comunicazioni sociali.










