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Quotidiano SIR
Media e minori
01 Jun 2011 |
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Che la tecnologia digitale susciti attrazione anche sui bambini è indubitabile; ma che essi ne siano così affascinati da trascurare il rapporto coi coetanei, è più un luogo comune che un dato di realtà. Questo almeno, è quanto emerge da un servizio giornalistico che Anspi (Associazione nazionale san Paolo Italia) ha condotto in uno dei 2.131 oratori e circoli che gestisce sul territorio nazionale. L’indagine, comparsa sulla rivista associativa 2/2011 e firmata da Angela Fariello, ha riguardato i frequentanti l’oratorio festivo San Nicola di Toritto (Bari), di età compresa fra i 7 e i 10 anni.Pur facendo parte del loro quotidiano, la televisione non sembra avere un ruolo eccessivo: un’ora e mezza è la media “poi mamma dice basta, perché devo fare i compiti”, spiega Giuseppe, 9 anni. Il mezzo è utilizzato anche per collegarci la console, che tuttavia non gode di quella popolarità che altri dati farebbero presumere, almeno in questa classe d’età. L’indizio più interessante però, è quello che emerge quando i bambini sono messi davanti a una serie di opportunità: tivù, videogame, partitella con gli amici, gruppo all’oratorio, lettura? In ordine di preferenze, la scelta cade prima di tutto sullo sport, poi la partita di pallone e le attività oratoriali. “Segno che - conclude l’articolista - all’anonimità d’uno schermo, ai contatti mediati attraverso piattaforme informatiche, preferiscono ancora il contatto vero, la bellezza d’un luogo adatto al gioco e alla socializzazione”. Questo scenario diviene più articolato in età post adolescenziale, quando i ragazzi tendono a una certa chiusura in se stessi. Nella rivista citata, Fabio Righetti ha dato voce ai frequentanti l’oratorio San Martino di Novara, consumatori di televisione e di internet. Durante la stagione invernale, per sfuggire alla noia e al rarefarsi dei rapporti, il ricorso ai videogame, e al computer in genere, si fa più frequente, anche se gli amici restano importanti. Tale complessità è ben compresa dagli orientamenti pastorali Cei ‘Educare alla vita buona del Vangelo’, che al paragrafo 51 avvertono: “La tecnologia digitale, superando la distanza spaziale, moltiplica a dismisura la rete dei contatti e la possibilità di informarsi, di partecipare e di condividere, anche se rischia di far perdere il senso di prossimità e di rendere più superficiali i rapporti”. Nel volume ‘Il valore della vita nei giovani’, pubblicato di recente per i tipi di Editori Riuniti a cura di Tommaso Scandroglio e Luca Pesenti, don Gian Mario Lanfranchini, consigliere delegato alla comunicazione Anspi, ha realizzato un capitolo che indaga il rapporto di questa fascia generazionale con la tecnologia digitale. “Con l’allungarsi del tempo scolastico e il moltiplicarsi dei mezzi di comunicazione - scrive don Lanfranchini - i giovani sono sempre più ricchi di impressioni, di nozioni, di stimoli, ma si fanno più poveri di verità e di esperienza concrete di vita vissuta”. Preso atto di ciò, l’oratorio, per la parte che gli compete, può agire fortemente su tali distorsioni; con le sue capacità di attrazione e col suo formidabile stimolo alla socializzazione, appare oggi una delle principali agenzie deputate a sostenere la sollecitazione che, ancora una volta, proviene dagli orientamenti pastorali Cei: “L’impegno educativo sul versante della nuova cultura mediatica dovrà costituire negli anni a venire un ambito privilegiato per la missione della Chiesa”. Stefano Di Battista - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. direttore responsabile rivista Anspi |













Che la tecnologia digitale susciti attrazione anche sui bambini è indubitabile; ma che essi ne siano così affascinati da trascurare il rapporto coi coetanei, è più un luogo comune che un dato di realtà. Questo almeno, è quanto emerge da un servizio giornalistico che Anspi (Associazione nazionale san Paolo Italia) ha condotto in uno dei 2.131 oratori e circoli che gestisce sul territorio nazionale. L’indagine, comparsa sulla rivista associativa 2/2011 e firmata da Angela Fariello, ha riguardato i frequentanti l’oratorio festivo San Nicola di Toritto (Bari), di età compresa fra i 7 e i 10 anni.










