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Giovedì 18 Maggio 2017
CONTRASTO CYBERBULLISMO: IL TESTO È LEGGE. LE OPINIONI DI AGE AGESC AIMC E UCIIM
"Servono anche relazioni educative autentiche"   versione testuale







Due anni dopo il sì del Senato è arrivato ieri (17 maggio) il via libera dell’Aula di Montecitorio alla legge sul contrasto del cyberbullismo: 432 voti favorevoli e una sola astensione. Per la prima volta nell’ordinamento italiano viene introdotta una norma ad hoc. Prevede, in estrema sintesi, la rimozione dei contenuti offensivi dal web, l’intervento del garante della privacy e il coinvolgimento delle scuole nel contrasto del bullismo in rete.
“Questa legge è un primo passo necessario e doveroso. La dedichiamo a Carolina e a tutte le altre vittime del bullismo on line”, così Laura Boldrinipresidente della Camera. In tribuna Paolo Picchio (padre della quattordicenne che si tolse la vita nel 2013 dopo la diffusione di un filmato su Facebook, che la ritraeva ubriaca e in balia degli “amici“) la senatrice Elena Ferrara (Pd), prima firmataria della legge a tutela dei minori. 
Un’età difficile, quella dell’adolescenza e della scoperta del proprio corpo. Che può diventare un vero calvario, quando si è esposti alla gogna mediatica e alle calunnie che possono anche uccidere. Bulli e bulletti agiscono in branco, per noia. Spesso non sopportano la “secchiona” o il “secchione” di turno. Ma fermarsi soltanto a questi aspetti sarebbe riduttivo. Abbiamo raccolto i pareri dei presidenti di Age, Agesc, Aimc e Uciim, che conoscono bene il fenomeno.

La legge approvata va nella giusta direzione. “Non possiamo che accoglierla con favore”, afferma Rosaria D’Anna, presidente dell’Associazione italiana genitori. “Il fenomeno non poteva essere più sottovalutato, in quanto stava assumendo dimensioni preoccupanti. La tutela dei nostri ragazzi è prioritaria, come pure l’attuazione di percorsi formativi” per “prevenire e contrastare il cyberbullismo”. Percorsi, sottolinea D’Anna, “rivolti anche ai genitori”. Infatti, “la legge richiama la loro responsabilità o di chi esercita la patria potestà sui minori”, di essere consapevoli del “comportamento dei propri figli, spesso trascurato”.

Il provvedimento “è sicuramente un atto positivo che introduce possibilità di contrasto al fenomeno, soprattutto nelle sue manifestazioni più gravi, e prevede mezzi e opportunità per capire e monitorare l’evoluzione del problema”. La soluzione però, osserva Roberto Gontero, presidente dell’Associazione genitori scuole cattoliche, “non sta nella legge ma nella costruzione di relazioni personali educative”. Perciò “il primo ambito in cui si può fare prevenzione è la famiglia, dove si creano rapporti affettivi, dialogo, occasioni di confronto”: in particolare “vengono vissuti e quindi trasmessi valori che formano la personalità”. Per questo motivo, sottolinea Gontero, “andrebbe valorizzato anche l’associazionismo, soprattutto familiare, che opera per rinnovare e formare la responsabilità educativa dei genitori che devono seguire e capire, nel limite del possibile, anche la presenza in rete dei propri figli”. “Naturalmente – aggiunge – è molto importante anche la scuola, sulla quale la legge interviene, per costruire relazioni positive tra docenti e alunni” e fra gli stessi studenti. Ma “la via principale per educare anche in questo campo resta la capacità di relazioni autentiche”.
 
La norma è “un importante passo in avanti per contrastare un fenomeno che è purtroppo in costante aumento e merita la dovuta attenzione da parte delle famiglie, della scuola e delle istituzioni”, dichiara Giuseppe Desideri, presidente dell’Associazione italiana maestri cattolici. “Di particolare rilevanza la possibilità di oscurare i video in rete, anche se per problematiche tecniche e tempistica sarà di una efficacia tutta da testare, e la previsione della formazione e sensibilizzazione di genitori, docenti e studenti”. Come associazione professionale, prosegue Desideri, “riteniamo che sia proprio il versante della sensibilizzazione e della formazione l’aspetto fondamentale per prevenire il cyberbullismo. Aiutare i ragazzi a sviluppare un utilizzo della rete critico e rispettoso degli altri è un obiettivo formativo che la scuola non può non considerare, oggi, prioritario”.
 
Piena “soddisfazione” per la legge anche da Rosalba Candela, presidente dell’Unione cattolica italiana insegnanti medi. “Bene l’introduzione di un docente per istituzione scolastica che farà da referente per la lotta a un fenomeno così diffuso. Ora – spiega – concentriamoci sul tavolo tecnico che dovrà redigere il piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo”. “Auspichiamo che, nella redazione di tale piano, si possa tener conto delle buone pratiche che hanno dato esiti positivi”. Candela ricorda “le esperienze progettuali di valorizzazione della Peer Education e delle Life Skyll, finalizzate a valorizzare le modalità di apprendimento partecipative, interattive e spontanee tra pari”. Questa sperimentazione, “messa in atto dall’Uciim tramite una piattaforma di comunicazione, integrata con i social network – conclude –, ha dato esiti positivi”.