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di Bruxelles 
Mercoledì 20 Marzo 2019
INSEGNAMENTO CATTOLICO
Anche Fidae a Colloquio
internazionale
di Bruxelles   versione testuale







Nei giorni scorsi la Fidae (Federazione istituti attività educative) ha fatto parte della delegazione italiana che ha partecipato a Bruxelles al Colloquio internazionale del Comitato europeo per l’insegnamento cattolico.

“L’incontro – si legge in una nota – ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle tematiche che riguardano la scuola cattolica negli Stati europei”. Tra i partecipanti vescovi, presbiteri, diaconi e laici impegnati a diverso titolo nell’opera educativa. Uno dei motivi di riflessione è stato “il compito della scuola cattolica in un contesto in cui, specie nelle grandi città europee, la società sta diventando sempre più multietnica e multireligiosa”.

“Un simile contesto – ha affermato don Andrea Andretto, consigliere nazionale e rappresentante della Fidae al Colloquio – non sembra tuttavia tenere lontane alcune problematiche che rendono il cittadino europeo individualista e incapace di dialogare; faccio esplicito riferimento alle nuove ideologie, alla radicalizzazione, alla secolarizzazione, che conducono la civiltà contemporanea a pensare che si possa vivere immersi in una ‘cultura senza religione’, e in una ‘religione senza cultura’. Il rischio concreto che l’Europa vive – ha sottolineato Andretto – è quello di assistere al progressivo atrofizzarsi dei sensi spirituali dell’uomo”.

Per don Andretto “la scuola cattolica non deve catechizzare, ma la religione deve piuttosto divenire lo ‘strumento che interpella’ e invita a riflettere sulle questioni fondamentali: vita, morte, sofferenza, dipendenza”.

La presidente della Fidae, Virginia Kaladich, ha espresso soddisfazione per la partecipazione  da parte della Federazione al Colloquio internazionale. “Le scuole cattoliche – ha commentato – sono attente ai cambiamenti sociali e condividono la volontà di costruire un nuovo patto educativo, finalizzato a trasmettere alle giovani generazioni la capacità di dialogare con gli altri, a cominciare da coloro che professano diverse religioni”.