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al Regina Apostolorum  
Martedì 24 Marzo 2020
OSPEDALE DELLE FIGLIE DI SAN PAOLO
Albano, un hub Covid-19
al Regina Apostolorum    versione testuale







L’Ospedale Regina Apostolorum di Albano, di proprietà delle Figlie di San Paolo e accreditato col Sistema sanitario nazionale, si è trasformato come riferimento della zona dei Castelli Romani per i pazienti affetti da coronavirus.
 
Con i posti messi a disposizione è diventato un hub Covid-19 della Regione Lazio, dopo l’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma. I posti letto messi a disposizione sono 70. I primi pazienti arrivati (20) sono stati posizionati nel terzo piano della struttura, attrezzato proprio per fronteggiare al meglio i contagiati dal virus.
 
Nei prossimi giorni sarà trasformato tutto il blocco operatorio in reparto di Terapia intensiva realizzando 14 posti di rianimazione  dedicati  ai pazienti Covid-19, nonché verranno dedicati 2 posti per turno a pazienti infetti nel reparto Dialisi.
 
“In un momento di grave pericolo – si legge in una nota –, l’Ospedale Regina Apostolorum viene quindi chiamato a rispondere alla sua prima vocazione: la cura delle persone infette da tubercolosi, cioè colpite da malattie polmonari. La Casa di cura era sorta dal cuore del Fondatore e di Maestra Tecla proprio per ospitare e curare le Figlie di San Paolo ammalate di tubercolosi, che avevano bisogno di lunghe degenze in strutture ospedaliere laiche. Era una ‘casa di santificazione’, come l’Alberione amava chiamarla”.
 
Le Figlie di San Paolo si uniscono “a tutti i coraggiosi operatori sanitari”, offrendo “la preghiera perché sia debellato questo potente virus e perché si possa realizzare, anche oggi, l’aspirazione del Beato Alberione: Che dalla Casa di cura si alzi un’ondata continua di riparazione per i peccati che si commettono con i mezzi moderni… Che salga un’ondata di grazia che si diffonda su tutte le persone che lavorano nell’apostolato affinché Gesù Maestro Via e Verità e Vita entri nella società e nel mondo…’. La Regina degli Apostoli tutti protegga e per tutti sia Madre dolcissima”, conclude la nota.