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Italia senza dimenticare
però editoria e festival 
Giovedì 26 Marzo 2020
MISURE PER CINEMA E AUDIOVISIVO
Milani(FEdS):bene Cura
Italia senza dimenticare
però editoria e festival   versione testuale







La  FEdS esprime “soddisfazione per le misure contenute nel Decreto ‘Cura Italia’ a sostegno del settore del cinema e dell’audiovisivo”. Ma, precisa il presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo Davide Milani, “non dimentichiamo editoria e festival”.

“La Fondazione – dichiara monsignor Milani – accoglie con gratitudine il lavoro del ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, a favore di un settore nevralgico come quello della cultura e dello spettacolo, in un momento dove le emergenze sono purtroppo tante, alcune di vitale importanza per il futuro del Paese”.

Nel sottolineare l’apprezzamento per “uno sforzo ingente a partire dall’istituzione di un ‘fondo emergenziale’ di 130 milioni destinato agli operatori di tutta la filiera”, Milani invita anche “a non dimenticare le tante imprese editoriali che lavorano nella diffusione della cultura dell’audiovisivo e che continuano a garantire, pure in presenza di difficoltà oggettive nell’organizzazione del lavoro e dello sviluppo dei contenuti, un servizio di qualità finalizzato alla divulgazione, formazione e riflessione critica sul cinema per quanti in questi giorni sono costretti a rimanere a casa”.

Nello specifico, il presidente della FEdS osserva che “sarebbe auspicabile non ritardare i tempi di pubblicazione del bando promozione 2020, che consentirebbe a tutti gli operatori in cultura di gestire questa fase con maggiori certezze”.

Nel ribadire “la fiducia nell’operato del Governo”, Fondazione Ente dello Spettacolo aderisce poi all’appello di Afic (Associazione festival italiani di cinema) per “un intervento urgente a tutela del comparto festivaliero, travolto da un’emergenza che ha già costretto numerose manifestazioni e rassegne alla cancellazione o allo spostamento sine die delle proprie attività, con pesanti ripercussioni dal punto di vista finanziario”. Iniziative, sottolinea la Fondazione, che “vanno sostenute e preservate per quanto incidono sul tessuto socio-culturale italiano lavorando in profondità nei territori, favorendo la circolazione dei film di qualità e la partecipazione attiva dei pubblici a preziose esperienze di fruizione e condivisione collettiva”.