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 Notizie » La mondializzazione reclama responsabilità 
Martedì 4 Dicembre 2012
BILANCIO A CALDO DELL’XI FORUM DEL PROGETTO CULTURALE DEI CATTOLICI ITALIANI
La mondializzazione reclama responsabilità   versione testuale
di Vittorio Sozzi*







Abbiamo appena concluso l'XI Forum del progetto culturale (Roma, 30 novembre-1° dicembre) sul tema “Processi di mondializzazione, opportunità per i cattolici italiani".
Il Forum prese l'avvio quindici anni fa, nel mese di ottobre 1997, e fu pensato come l'appuntamento offerto dalla realtà ecclesiale e in particolar modo dalla Conferenza Episcopale Italiana per favorire un libero confronto tra intellettuali cattolici, prevalentemente ordinari delle università italiane e teologi, sui temi che riguardano la vita delle persone che, proprio per questo, non possono essere ignorati da una cultura orientata in senso cristiano.
Rispetto a tali intenzioni e dopo ben undici sessioni di lavoro, si può ritenere che l'obiettivo originario sia stato raggiunto, anzi proprio l'ultima occasione ha confermato il valore di un luogo di lettura e di proposta per fare incontrare persone e idee che possono offrire un arricchimento prezioso alla comunità ecclesiale e ai cattolici chiamati alla testimonianza in un tempo di rapide trasformazioni.
Il tema si prestava al rischio della vaghezza e della dispersione dei diversi approcci, ma l'ampia introduzione del Presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, e i due interventi propositivi, quello di carattere economico del professor Carlo Secchi e quello del professor Francesco D'Agostino che ha inquadrato la riflessione nel contesto culturale, hanno permesso al successivo dibattito di arricchire sotto i diversi punti di vista disciplinari una prospettiva comune e condivisa.
Sembra essere uscita confermata la consapevolezza che per i cristiani sia un dovere stare dentro ai fenomeni sociali per capirli e contribuire a garantire sempre e comunque spazi di libertà, nella costante ricerca della verità. Si può pertanto affermare che il dibattito ha cercato di declinare l'affermazione del Santo Padre Benedetto XVI, che ritroviamo nella Caritas in Veritate al n. 42 e rilanciata dal Presidente della Cei nella sua introduzione: “La globalizzazione è fenomeno multidimensionale e polivalente, che esige di essere colto nella diversità e nell'unità di tutte le sue dimensioni, compresa quella teologica. Ciò consentirà di vivere ed orientare la globalizzazione dell'umanità in termini di relazionalità, di comunione e di condivisione".
Non sono mancate le voci critiche, che hanno permesso di mettere in luce i lati preoccupanti di una dinamica che tende a omologare sotto diversi punti di vista, a partire da quello dei consumi, sino ad arrivare a quello giuridico-legislativo, sino al livello dei valori ultimi e dell'incidenza della dimensione religiosa. Così come c'è stato chi ha avvertito sulla differente prospettiva dei termini “globalizzazione" e “mondializzazione", il primo fa emergere soprattutto un'istanza omologante, il secondo invece quello di una costruzione di una rete e di un'apertura del piccolo alla dimensione più grande.
Al di là di giuste attenzioni, non è emerso però un atteggiamento di fuga, ma quello della responsabilità, che richiede certamente prudenza e vigilanza, doti peraltro proprie della spiritualità cristiana, ma anche il coraggio della proposta e dell'azione.
Offrendo una possibile sintesi conclusiva, il cardinale Camillo Ruini ha rilanciato una dinamica che la Chiesa cattolica ben conosce, dal momento che sempre ha saputo tenere insieme particolare e universale, cioè la necessità di non separare identità e apertura, quest'ultima esaltata da un tempo in cui la comunicazione ha raggiunto, grazie alla tecnica, dimensioni impensabili sino a pochi decenni fa.
All'interno di questa cornice è stato possibile a studiosi di diverse discipline evidenziare potenzialità presenti in questo tempo, per cui il quadro emerso non è segnato da tinte cupe, perché la prospettiva della visione è segnata dalla speranza cristiana. Ciò non ha però impedito una lettura disincantata della realtà.
La riflessione, che sarà presto consegnata agli atti, ma di cui è già possibile prendere visione attraverso i testi scaricabili dal sito www.progettoculturale.it, viene ora affidata alle nostre comunità cristiane e ai cattolici perché possa contribuire a sostenere le motivazioni delle loro scelte a diversi livelli: personale, familiare e pubblico.
 
*Responsabile del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei
 
Gli interventi dei relatori