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Martedì 13 Febbraio 2018
Wired ha «picchiato» Zuckerberg    versione testuale
di Martina Pennisi







Se ne parla, lo scrive e lo si analizza da un anno. Wired Usa lo ha riassunto ottimamente con l’immagine di copertina di marzo: Mark Zuckerberg “le ha prese”. Ne ha prese tante. Se non è finito k.o, poco ci manca. Il riferimento, approfondito nell’analisi del mensile, è agli ultimi due anni, in cui il social network è finito nel mirino di autorità e opinione pubblica per una serie di questioni legate le une alle altre. Responsabilità (di ciò che viene pubblicato) è il denominatore comune. Disinformazione il sassolino che ha fatto crollare la valanga, a partire dalla polemica sulla gestione della sezione Trending negli Stati Uniti. Era inizio maggio e Gizmodo accusò il social di manipolare le notizie di stampo conservatore. Il resto è storia, culminata nella chiamata agli analisti relativa all’ultima trimestrale in cui Mark Zuckerberg è stato costretto a ribadire che non ci sono conti da capogiro che tengano se i servizi non portano benefici alla comunità

Corriere della Sera

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