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Mercoledì 11 Aprile 2018
DELLE FOGLIE SU ESORTAZIONE PAPA
"Per la stampa laica
non è argomento
da prima pagina"   versione testuale







Il giorno dopo (10 aprile) la pubblicazione della terza Esortazione apostolica di Papa Francesco, dal titolo “Gaudete et Exsultate”, neppure “un titolo facile facile ha guadagnato le prime pagine. Fatta salva la stampa cattolica, sul versante laico solo La Stampa e La Gazzetta del Mezzogiorno hanno ritenuto opportuno titolare in prima pagina”. Lo scrive Domenico Delle Foglie, past president di Copercom, in un commento pubblicato sul sito del Movimento cristiano lavoratori.

“La santità in sé – osserva Delle Foglie – non è argomento da prima pagina nel ‘breviario dei laici’”. Eppure, “proprio il giorno in cui il Papa offe loro su un piatto d’argento un’occasione storica per rivendicare con orgoglio una condizione di santità fattuale, o come ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, di credenti di fatto e inconsapevoli, un silenzio di tomba”. Davvero “un’occasione sprecata, anche perché – sottolinea Delle Foglie – questa Esortazione apostolica ha altri pregi e parla apertamente anche al mondo laico. Infatti essa offre una sorta di cartina di tornasole per misurare la santità dei cristiani, ovvero la loro specifica conformazione a Cristo, non sul piano dottrinale ma su quella della vita concreta a partire dalle Beatitudini, ‘Magna Charta’ del cristiano. A questo riguardo basta la considerazione del Papa sul fatto che la Chiesa ‘non ha bisogno di tanti burocrati e funzionari, ma di missionari appassionati’”.

C’è poi una parte, prosegue Delle Foglie, che “dovrebbe suonare come miele alle orecchie di tanto mondo laico: quella in cui il Papa denuncia il consumismo edonista e ‘anche il consumismo di informazione superficiale e le forme di comunicazione rapida e virtuale’ che ‘possono essere un fattore di stordimento che si porta via tutto il nostro tempo e ci allontana dalla carne sofferente dei fratelli’. Niente male, nel tempo della disintermediazione, della virtualità e delle fake news”.

Insomma, conclude Delle Foglie, “nella speranza che la stampa laica trovi il tempo per approfondire i riflessi di questa Esortazione apostolica, va detto che non sarebbe male se tutti, credenti e non credenti, ci soffermassimo insieme a riflettere sulla denuncia di Francesco della ‘corruzione spirituale’ che ‘è peggiore della caduta di un peccatore, perché si tratta di una cecità comoda e autosufficiente dove alla fine tutto sembra lecito: l’inganno, la calunnia, l’egoismo e tante sottili forme di autoreferenzialità’. Niente male come schema per una revisione della nostra vita, anche sociale e politica, a prescindere dalla nostra condizione di credenti o non credenti”.