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 Notizie » Wenders: "Questo uomo
ci restituisce speranza" 
Martedì 15 Maggio 2018
A CANNES IL FILM SU PAPA FRANCESCO
Wenders: "Questo uomo
ci restituisce speranza"   versione testuale







“Ho pensato che il mio cinema potesse avere degli elementi in comune con l’anima del suo messaggio. Non ho voluto fare un film su lui come persona. Non è una biografia di Papa Francesco, è una biografia delle sue idee e queste idee sono molto vicine al mio cuore”. Lo ha detto il regista Wim Wenders (nella foto con il Papa) in un’intervista a Tv2000, presentando il film “Papa Francesco. Un uomo di parola”, proiettato in anteprima mondiale al 71° Festival di Cannes.

È stato “uno dei momenti più importanti della mia vita – ha sottolineato il regista tedesco –. Avevo iniziato la preparazione già due anni prima e scritto l’ossatura del film prima di conoscere Papa Francesco. La prima volta che l’ho incontrato è stato per una lunga chiacchierata di due ore ed ero molto preoccupato, ma dal momento che ha fatto il suo ingresso nella stanza ho capito che non c’era motivo di esserlo. È stato estremamente disponile e gentile e con una presenza fortissima. Capisci subito che è un uomo dalla presenza forte e capace di fare centro nel cuore della gente. Dopo due minuti tutti noi non avevamo più alcun nervosismo, ma solo la voglia di vivere questo momento. Non c’erano telefoni o distrazioni: era lì per noi. Sono state due ore speciali e già non vedevamo l’ora di incontrarlo di nuovo”.

“La mia idea – ha proseguito Wenders – era che Papa Francesco parlasse direttamente alla gente, mentre io non appaio nel documentario: mi limito a narrare. Il Papa ha avuto un rapporto personale e diretto con gli spettatori guardando dentro la macchina da presa per stabilire con il pubblico un contatto diretto con lui. Francesco davvero sa come parlare alle persone, dice cose semplici e al tempo stesso profonde e per questo la gente lo ama e lo segue”.

Certo “il Festival di Cannes – ha aggiunto il regista – non è un evento religioso: qui ci sono la mondanità, i ricchi e molti dei temi vanno esattamente all’opposto di quello che ci dice Papa Francesco. Per questo è importante che il film venga proiettato qui. È come un contrappasso all’immagine di tanti altri film del Festival”.

“Non dimenticherò mai i suoi occhi – ha osservato Wenders –, il modo in cui Papa Francesco ti parla e il modo in cui ti senti a tuo agio e bene. Quando ti guarda si stabilisce subito un legame vero, diretto tra le persone e questa è l’unica cosa che davvero conta: come ci guardiamo gli uni con gli altri. Il suo messaggio è semplice, chiaro e diretto. Se non trattiamo il nostro prossimo con rispetto, non possiamo richiedere che gli altri facciano lo stesso nei nostri confronti. Lo ripete infinite volte in questo film: apparteniamo tutti alla stessa famiglia e l’unico modo per sopravvivere”, affrontando “le difficoltà della vita, è farlo insieme, come famiglia del genere umano”.

“Papa Francesco dice molte cose fondamentali sul tema dei migranti. Prima di tutto sottolinea che non hanno un vero e proprio statuto giuridico internazionale e dovrebbero essere protetti dalle norme del diritto internazionale, ma soprattutto ci dice che siamo tutti migranti, tutti in Europa siamo migranti”. “Nel mio paese in Germania – ha ricordato il regista – milioni di persone hanno vissuto la realtà dell’immigrazione dopo la Seconda guerra mondiale. Questo ci insegna che la storia e il fenomeno migratorio è parte dell’umanità. Il Papa ci ricorda anche che possiamo vivere tutti con qualcosa in meno, rinunciando anche a piccole cose. Se pensiamo solo a crescere e accumulare, che si tratti di Europa, America, Cina o Russia, questo vuol dire lasciare il nostro prossimo. Lasciare dietro di noi centinaia di migliaia di persone. Il Papa ci ricorda di non escludere le persone, ma anzi di preoccuparci di includerle. Questo lo possiamo fare tutti rinunciando a qualcosa, anche a poco. E per il nostro prossimo può fare la differenza”.

Inoltre, “Papa Francesco ci ricorda che siamo tutti amati da Dio. Anche se noi non vogliamo, Dio ci ama lo stesso e io ci credo davvero: Dio ci guarda e ci ama e questo riguarda tutti, anche chi crede in altre religioni, anche chi non crede in Dio. Ci ama tutti, comunque, e quando Papa Francesco me lo ha ricordato il mio cuore si è fermato per un attimo. È fondamentale che sia il Papa a ricordarcelo”. “Questo uomo – ha concluso Wenders – ci restituisce speranza. La sua positività, il suo ottimismo ci liberano dai veleni del nostro tempo. Sì, ha ragione lui: ce la possiamo fare”.

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