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che infangano le Ong  
Mercoledì 13 Giugno 2018
MIGRANTI
Avvenire: due "bufale"
che infangano le Ong    versione testuale







Paolo Lambruschi, su “Avvenire” di oggi (13 giugno), spiega cosa si nasconde dietro le “bufale” che colpiscono i migranti e le Ong. Si “butta nello stesso calderone trafficanti africani e libici e la malagestione emergenziale di alcuni centri di accoglienza per criminalizzare tutto il mondo italiano della solidarietà e della cooperazione sociale”, osserva Lambruschi.

Questa operazione di “brutale semplificazione a uso mediatico di un problema terribilmente complesso, il traffico di esseri umani su scala intercontinentale, si basa su un paio di bufale”. La prima “è che le Ong agiscano indipendentemente nelle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Non è così, come dimostrano i fatti”. L’azione di “soccorso umanitario in mare nelle acque del Canale di Sicilia, come è stato ribadito in diverse audizioni parlamentari dagli ammiragli responsabili, è sempre stata chiesta alle navi ‘private’ e coordinata dalla Centrale operativa di Roma della Guardia costiera alla quale pervenivano segnalazioni”. Questa stessa Centrale ha poi “autorizzato per salvare vite umane in pericolo anche gli sconfinamenti in acque territoriali libiche delle navi delle Ong. Sconfinamenti che costituirebbero la prova per i tanti – a partire dall’Agenzia Frontex, proseguendo per il procuratore di Catania e arrivando all’allora ministro Minniti senza scordare i gruppi identitari nostrani e i neofascisti di Generazione identitaria che la scorsa estate avevano messo in acqua una nave di disturbo infine malamente sparita dai radar – che avrebbe inchiodato le Ong alla loro ‘complicità’ coi trafficanti. Nessuna prova di tale legame è mai emersa, anzi. Recentemente il Tribunale del riesame di Ragusa ha dissequestrato le navi della spagnola Open arms ‘fermata’ a marzo”.

La seconda “bufala” è quella per cui le Ong “prendono soldi” dallo Stato per ogni migrante salvato. “Le Ong – spiega Lambruschi – vivono di donazioni private, al contribuente italiano non costano nulla. Anzi, lo fanno risparmiare perché agiscono in sostituzione delle navi delle Forze armate italiane. È stato il progressivo ritiro delle navi di pattuglia dei dispositivi europei a spingere nel 2014 diverse Ong – tra queste Medici senza frontiere, Save the Chlidren, Emergency, la Croce Rossa con Moas – a mettere in acqua navi per ragioni umanitarie”. Chi le attacca, aggiunge Lambruschi, “sostiene anche che siano finanziate con ingenti somme dal finanziere George Soros in questo caso regolarmente etichettato da chi lo tira in ballo come ‘ebreo’ per ‘sostituire la popolazione europea con i migranti’. Un ‘complotto’ lunare, e senza prove”.

Oggi, conclude Lambruschi, “l’obiettivo sono le Ong, ma tanti indizi lasciano pensare che queste siano prove generali per un ben più radicale attacco ai valori della solidarietà e alla cultura dell’accoglienza”.