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Martedì 4 Dicembre 2018
Internet, cancellare anonimato
online viola protezione privacy    versione testuale
di Guido Scorza







“I fornitori di servizi di memorizzazione permanente hanno l’obbligo di richiedere, all’atto dell’iscrizione del destinatario del servizio, un documento di identità in corso di validità”. È questo il cuore del disegno di legge n.895, comunicato alla Presidenza del Senato lo scorso 24 ottobre dal primo firmatario, senatore Nazario Pagano (Forza Italia) ma a firma di una lunga serie di suoi colleghi (Giammanco, Bernini, Malan, Damiani, Floris, Viatali, Aimi e Cangini, nda).

L’obiettivo perseguito da estensore e firmatari del disegno di legge è reso trasparente nella relazione di accompagnamento: cancellare l’anonimato da Internet e – stando alle parole del senatore Pagano in alcune interviste – in particolare dai social network, consentendo così alle forze dell’ordine una più agevole identificabilità dei responsabili di eventuali condotte illecite perpetrate online. Il punto di partenza del ragionamento dal quale muove il disegno di legge è tanto lineare quanto disarmante: “L’anonimato nell’espressione del pensiero ha ragione di esistere nei regimi illiberali, non certo in uno Stato democratico dove è la norma fondante stessa a garantire la libera espressione del pensiero con ogni mezzo”. Tradotto in parole più semplici, secondo il senatore Pagano, in Italia l’anonimato online sarebbe un inutile orpello che non avrebbe ragion d’essere

Il Fatto Quotidiano

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