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non aiuta i nostri cinema 
Mercoledì 5 Dicembre 2018
Avere paura di Netflix
non aiuta i nostri cinema   versione testuale
di Paolo Mereghetti







Il caso Netflix continua ad agitare le acque del cinema italiano. La prima tempesta era scoppiata con Sulla mia pelle, il film sul caso Cucchi che il coproduttore italiano Lucky Red, dopo averlo venduto alla piattaforma americana, aveva deciso di distribuire ugualmente nei cinema, in contemporanea con la diffusione in streaming. Quasi tutto il cinema nazionale aveva protestato perché così non si rispettava più la tradizionale successione di visione (prima la sala, poi il dvd, poi le televisioni a pagamento e infine quelle free), costringendo l’amministratore delegato della Lucky Red Andrea Occhipinti a dare le dimissioni dalla presidenza dei distributori italiani. (C’era anche un’altra ragione di malcontento: il fatto che il film avesse ricevuto i contributi come opera cinematografica quando la vendita a Netflix l’aveva poi «derubricato» a opera audiovisiva, cui sarebbero spettati altri, e minori, tipi di finanziamenti. Ma questo c’entrava poco con la «polemica Netflix» e si diceva solo a denti stretti). Piuttosto andrebbe ricordato che nonostante la disponibilità in streaming e le numerose proiezioni «militanti» (spesso pirata), il film ha incassato a tutt’oggi circa 560mila euro, più di moltissimi film italiani

Corriere della Sera

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