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in Tv e i nuovi rischi 
Martedì 22 Gennaio 2019
L'informazione politica
in Tv e i nuovi rischi   versione testuale
di Mario Morcellini







Sono trascorsi quasi 11 mesi dalle elezioni politiche nazionali e quasi 8 dalla formazione dell’attuale Governo. È un tempo sufficiente per tracciare prime analisi e valutazioni sullo stato di salute dell’informazione pubblica con particolare attenzione alle tv. Partiamo allora da una preliminare e necessaria constatazione per leggere con chiarezza i dati del monitoraggio televisivo Agcom degli ultimi mesi: in un Paese di democrazia consolidata, e in presenza di un sistema informativo maturo, non dovremmo trovare scostamenti rilevanti nei comportamenti informativi. Se davvero sono stili editoriali e non campagne di parte, perché mai dovrebbero cambiare a fronte dell’esito dei turni elettorali che, per definizione, registrano risultati cangianti nei sistemi democratici? Se così non è, l’autonomia del giornalismo diventerebbe un concetto retorico e ingannevole. Posta questa premessa, è giusto dire che nel periodo successivo alla campagna elettorale e alla costituzione del nuovo Governo non è riscontrabile una significativa riduzione di capacità informativa e di completezza giornalistica. Diventa allora rilevante riconoscere la vera novità nell’informazione sulla politica su cui una specifica influenza del carattere militante di questo Governo agisce certamente. Il rischio più serio per la continuità di una 'cultura' dell’indipendenza nella comunicazione non è certo nelle redazioni e nei giornalisti quanto nella postura comunicativa dalle nuove 'forze politiche'.
Occorre dire con chiarezza che vincere le elezioni non significa stravincere nei media, che sono e debbono restare sistemi autonomi della società civile

Avvenire

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