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 Notizie » Segnalazioni » L'assurda censura sul film di Allen 
Lunedì 11 Febbraio 2019
L'assurda censura sul film di Allen   versione testuale
di Pierluigi Battista







Ora che finalmente Woody Allen (nella foto) si è deciso a far causa ad Amazon, colpevole di non aver messo in circolazione con motivazioni pretestuose il suo «A rainy day in New York», speriamo che un piccolo argine di libertà possa servire a contenere l’ondata neo-oscurantista dei moderni e modernamente arroganti sacerdoti della censura. Finora si erano alzate pochissime voci (con la lodevole eccezione dell’appello «per un cinema libero» promosso in Italia dal regista Giulio Laroni) per esprimere lo sconcerto del mondo del cinema e della cultura di fronte a un caso così palese di linciaggio ai danni di uno dei più grandi registi del mondo. Per la paura di incorrere nella riprovazione intimidatoria dei censori, Amazon ha deciso di cancellare un’opera d’arte in via precauzionale. Un’enormità. Come se nessuno pubblicasse un romanzo di Hemingway per antipatia verso le scrittore o se gallerie e musei si accordassero per non esporre più le opere di Botero (come è già accaduto con Egon Schiele a Londra). 
Per accodarsi a una campagna isterica che vuole Woody Allen responsabile di abominevoli molestie sessuali (peraltro inesistenti come è stato appurato in un verdetto della giustizia americana) si è distrutto un principio basilare della libertà d’espressione e della libertà culturale ed artistica

Corriere della Sera

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