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la dipendenza
che «spegne» le coscienze  
Giovedì 13 Giugno 2019
Adolescenti e «cybersex»
la dipendenza
che «spegne» le coscienze    versione testuale
di Giovanni Cucci







Avvenire anticipa qui alcuni stralci dell’intervento del gesuita Giovanni Cucci su «Cybersex: una dipendenza insidiosa» nel nuovo fascicolo di «La Civiltà Cattolica», in uscita sabato. Info: www.laciviltacattolica.it.

Una modalità particolarmente distruttiva di dipendenza è quella da pornografia virtuale, mediante l’accesso ai siti Internet. La dipendenza sessuale, in particolare, esprime le contraddizioni di una società e di uno stile di vita che cerca di assecondare ogni possibile emozione. Per questo si ritrovano in essa problemi e difficoltà molto simili a quanto riscontrato nel mondo reale. Il web presenta tuttavia anche differenze specifiche, e quindi anche nuovi motivi di preoccupazione, rispetto alla pornografia stampata e in dvd. Anzitutto il tempo dedicato alla navigazione (e l’influsso che tutto ciò presenta sulla fantasia e la mente) tende ad ampliarsi. L’offerta sempre nuova e facilmente disponibile porta a un sensibile aumento di questa dimensione nella vita del dipendente. Al Cooper, uno dei pionieri in questo campo, notava come la quasi totalità del campione della sua ricerca trascorresse in attività legate al cybersex almeno 10 ore alla settimana. Il tempo libero – e non solo – finisce così per essere progressivamente eroso dallo schermo del computer, facendo ritardare sempre più l’orario del sonno. È inoltre rilevante la modalità di diffusione: a differenza del mezzo stampato, esso raggiunge una fascia sempre più grande. Ciò può diventare pericoloso per chi, nell’età dello sviluppo, comincia a fare i conti con la dimensione delicata e complessa della sessualità (insieme alle sottostanti e altrettanto critiche problematiche legate alla solitudine, al senso di inferiorità e di frustrazione, cui la pornografia sembra offrire una potente modalità di compensazione). Un altro punto rilevante è l’anonimato, che può coprire difficoltà relazionali o la mancata accettazione di sé: un semplice clic consente di entrare ovunque con facilità, e soprattutto di decidere quale identità assumere, grazie alle innumerevoli possibilità offerte dalla comunità virtuale. Si avverte così la concreta sensazione di essere onnipotenti. Anonimato significa anche trovare gratuitamente dalla propria stanza materiale a volontà, anche se poi molti tendono a essere risucchiati dai siti a pagamento, rovinandosi economicamente. Vi è poi, come in ogni dipendenza, l’incapacità di fermarsi, di staccare, di dire «no» al pensiero di continuare a navigare. Gli studiosi parlano della dipendenza sessuale associandola al craving (desiderio irrefrenabile), proprio anche della dipendenza da sostanze. Qui non si danno disturbi fisici per le crisi di astinenza (che è soprattutto di tipo psicologico) ma piuttosto un forte malessere generale e una crescente irritabilità. (...)

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