 Una giornata di silenzio “per protestare contro il disegno di legge Alfano che limita pesantemente la libertà di stampa e prevede pesanti sanzioni contro editori e giornalisti che danno conto di fatti di cronaca giudiziaria e indagini investigative”. Sono queste le motivazioni addotte dalla Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) per la “giornata del silenzio dell’informazione” in programma il prossimo 9 luglio.
Della situazione del giornalismo in Italia e degli sviluppi prevedibili con la nuova legislazione in discussione al Parlamento, il SIR ha parlato con Andrea Melodia, presidente dell’ Ucsi (Unione cattolica stampa italiana).
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 Il cosiddetto Decreto Romani ( Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44) recependo la Direttiva 2007/65/CE ha modificato alcune norme del Testo unico sulla radiotelevisione (Decreto Legislativo 31 luglio 2005, n. 177) che ora ha preso il nome di "Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici".
Tra queste norme, alcune riguardano la tutela dei minori. Nel nuovo Art. 34 si distinguono i contenuti tra "gravemente nocivi" e "nocivi". Ai commi 1 e 3 si prevede che i contenuti "gravemente nocivi" possano essere trasmessi solo dalle ore 23 alle ore 7, ad accesso condizionato (cioè a visione non libera), con un sistema specifico e selettivo (parental control) più rigoroso, perché non attivabile dall'utente come è ora ma inserito di default dall'emittente e disattivabile dall'utente.
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 "Rendere produttivo e visibile l'incontro tra due dimensioni fondamentali della media education: da un parte, il mondo accademico di studiosi, docenti universitari e professionisti dei media, dall'altra, quello di insegnanti ed educatori che si confrontano ogni giorno con la realizzazione concreta di progetti multimediali nelle scuole e nel territorio". Con queste finalità nasce la rivista "Media education. Studi, ricerche, buone pratiche" pubblicata dal MED (Associazione italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione) con cadenza semestrale. Si tratta di un "multiprodotto ad alta innovazione" che, si legge nell'editoriale del primo numero, "non solo sarà offerta in versione cartacea e on line, ma - e qui risiede la sua originalità - darà accesso a un sito tematico corredato da strumenti di social networking volti a supportare l'interazione della comunità di lettori e la condivisione di esperienze, pratiche e materiali audio e video".
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 "Parlare di etica dell’informazione è una sfida inedita. Ci sono degli studi in proposito, poco utili però di fronte alla concretezza del lavoro che si svolge ogni giorno nelle redazioni e poco utili a fronte del cambiamento in atto. Non ha più senso e neppure serve discettare di obiettività dei giornalisti, di regole, di principi che, se presentano un grande fascino, hanno allo stesso tempo lo svantaggio di restare slegati dalla realtà". Con queste parole Fabrizio Mastrofini, giornalista ed esperto di informazione religiosa, presenta il suo ultimo libro "Info-etica. L’informazione e le sue logiche" pubblicato da Edizioni Dehoniane Bologna (Edb). Nell’introduzione al testo, l’autore ricorda che "parlare di etica nell’informazione vuol dire riuscire a coniugare problemi concreti e una visione di fondo sull’importanza della comunicazione nella vita quotidiana".
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