 “Nella comunicazione del Vangelo oggi c’è qualcosa di nuovo e qualcosa di vecchio. Il nuovo è, naturalmente, la buona notizia, spumeggiante e dirompente come un vino novello; il vecchio è paradossalmente la comunicazione, che è soggetta a innovazioni rapide e presto datate, a mutamenti che cominciamo a comprendere solo quando sono passati”. Lo ha detto questa mattina mons. Domenico Pompili, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, durante la relazione di apertura dell’ultima giornata di lavori del convegno “Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale”. In un’affollata Aula Paolo VI, mons. Pompili ha ricordato che “il digitale è solo il più recente, mutevole scenario che ci interpella, il futuro in cui rischiamo di arretrare” e “a chi come noi è chiamato ad assaggiare e far gustare la novità dentro questa condizione in perenne divenire è richiesta a prima vista una impossibile missione” che “però non può essere elusa”.
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Protagonisti nella Chiesa |
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 “La Chiesa ha il compito di evangelizzare, e dunque anche l’ampio mondo dei media digitali va guardato con simpatia e stima da parte della Chiesa e dei suoi operatori”. Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, salutando i giornalisti, prima di entrare in sala e tenere la sua relazione (il testo integrale dell'intervento è su agensir.it - documenti), che ha concluso la seconda giornata di lavori del convegno Cei “Testimoni digitali”. Un evento che ha raccolto a Roma dal 22 al 24 aprile 1.300 operatori della comunicazione per fare “il punto” sul rapporto tra Chiesa e media – con particolare riguardo alla nuova frontiera di Internet – ad otto anni dall’analogo incontro “Parabole mediatiche”.
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“Il tempo che viviamo conosce un enorme allargamento delle frontiere della comunicazione, realizza un’inedita convergenza tra i diversi media e rende possibile l’interattività”. Lo ha detto, questa mattina, Benedetto XVI, ricevendo in udienza nell'Aula Paolo VI i partecipanti al convegno Cei “Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell’era crossmediale”, che si conclude oggi a Roma. In precedenza il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha rivolto un breve saluto al Papa. “Intendiamo con la forza che ci viene dal suo limpido magistero portare avanti la missione di costruire ponti di comprensione e comunione – ha detto tra l’altro il cardinale – perché cresca il dialogo e la pace nella società e mostrare agli uomini del nostro tempo e all’umanità smarrita di oggi che Dio è vicino e che in Cristo tutti ci apparteniamo”.
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