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Associazioni Copercom, tre percorsi
per riflettere insieme sulla nostra missione
al tempo del Covid-19

Cari Amici del Copercom, in questo momento così difficile per tutti il mio pensiero va alle vostre famiglie e ai vostri cari. Che possiate custodire e custodirvi nell’attesa di ritrovarci presto in presenza in occasione di uno dei nostri incontri. La situazione che stiamo vivendo se da un lato è inedita e provoca angoscia, dall’altro può, come ogni crisi, tramutarsi in tempo fecondo di generatività. Per questo mi permetto di indicarvi tre piccoli percorsi che, a mio parere, possono rappresentare anche solo dei semplici spunti per riflettere insieme intorno ai nostri temi e alla contingenza sociale che stiamo vivendo. 1.      Ripensiamo la missione delle nostre associazioni alla luce di questa emergenza. Cerchiamo di proiettarne missione e progetti in un futuro prossimo che probabilmente non sarà tanto diverso da quello a cui eravamo abituati, ma che certamente ci proporrà nuove sfide (sociali, culturali, economiche, educative) da fronteggiare. 2.      Interroghiamoci sul ruolo della comunicazione, dei media e delle tecnologie digitali che – sappiamo – rappresentano lo specifico del nostro Coordinamento. La pandemia ci ha resi tutti protagonisti in quella che io e il collega Filippo Ceretti chiamiamo “Umanità mediale”. Siamo, cioè, entrati in una fase di intima convivenza anche con i media che (grazie a Dio!) supportano e normalizzano la nostra reclusione, permettendoci di lavorare e di essere vicini ai nostri cari. Lo stiamo facendo senza sforzi particolari e questo dimostra come la dimensione tecnica dei media è sempre meno evidente ed emerge sempre di più quella umana. Ma questa vicinanza digitale può nascondere delle insidie. Per questo cerchiamo di essere coscienti di questo processo e selezioniamo, discerniamo, costruiamo noi stessi percorsi di comunicazione. 3.      Usiamo questo tempo unico, sospeso e dilatato, per allargare il nostro raggio di visione e di azione. Magari organizzando incontri online che – come abbiamo riscontrato nel nostro webinar di qualche giorno fa – possono essere autentiche possibilità di ascolto, incontro e prossimità.   Questo mi sento di lasciarvi insieme ai miei Auguri più sinceri. La luce della Pasqua illumini le nostre case, le famiglie, gli affetti e ci sostenga e liberi dalle sofferenze.
  Massimiliano Padula     


Ultimo aggiornamento di questa pagina: 10-APR-20
 

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