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Auditel multato. Va rifondato? |
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Sanzione di 1.806.604 euro ad Auditel per abuso di posizione dominante. Lo ha deciso l'Antitrust, secondo la quale si sono verificati abusi che hanno avvantaggiato i suoi principali azionisti, Rai e Mediaset. Ma Auditel presenterà ricorso al Tar del Lazio e confida "in una integrale riforma del provvedimento". L'istruttoria – precisa una nota dell’Ansa – era stata avviata alla luce di una denuncia di Sky che ancora venerdì scorso aveva duramente attaccato il sistema di rilevazione dei dati d'ascolto definendolo "ormai inadeguato rispetto alle reali esigenze del mercato" e chiedendo a tutti gli operatori di aprire un confronto per svecchiarlo, "in un'ottica di trasparenza, efficienza e non discriminazione". "Siamo trasparenti e moderni", aveva replicato allora il direttore generale della società Walter Pancini. Oggi per l'Antitrust "i comportamenti anticoncorrenziali della società, denunciati da Sky, hanno causato un pregiudizio significativo alle dinamiche competitive nei mercati della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, dell'offerta dei servizi televisivi a pagamento e dell'offerta
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Aimc e Uciim, 150 anni di coesione |
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Guardare a quello che in 150 anni si è costruito tra i banchi, ma ancor più capire quale strada nuova imboccare. Che la scuola sia ad un bivio non è solo una sensazione, ancor più in un momento difficile, perciò, i cattolici che lavorano nell'istruzione hanno una responsabilità maggiore. È stata il principale elemento di coesione culturale e linguistica del Paese, ha contribuito alla nascita dell'identità nazionale, ma il compito della scuola non è affatto concluso. L'occasione per tracciare nuovi orizzonti è la presentazione del volume "150 anni di scuola italiana per l'Unità", promossa da Aimc (Associazione italiana maestri cattolici) e Uciim (Associazione professionale cattolica insegnanti, dirigenti e formatori). Si parte così da quel che si è raggiunto, da un testo che racchiude i cambiamenti e le problematiche della scuola, spiega il presidente dell'Aimc Giuseppe Desideri, «oggi è ancor più importante parlarne», perché si rischia che l'economia sia l'unica questione in agenda, dimenticando
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Mugerli: offende la morte di Gheddafi in tv |
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“La reiterata riproposizione televisiva delle immagini della morte di Gheddafi e dello scempio del suo cadavere, simbolo da schernire e da annientare, non aggiunge nulla all’informazione e alla cronaca ma diventa spettacolo e va fermata”. È quanto scrive oggi Franco Mugerli, presidente del Comitato media e minori, in una lettera aperta rivolta alle emittenti televisive. “Il doveroso ed ineludibile diritto di cronaca non può e non deve travalicare il limite del rispetto che va riconosciuto ad ogni persona umana, anche se feroce dittatore ed assassino. La memoria dei suoi crimini - prosegue Mugerli - non può giustificare la rappresentazione brutale della sua morte e la sua insistente esposizione mediatica”. La “spettacolarizzazione della violenza e della morte - aggiunge il presidente del Comitato media e minori - provoca assuefazione e indifferenza al male con effetti pericolosi e anestetizzanti nel tessuto culturale e sociale del nostro Paese”.
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