Sono state presentate oggi (7 maggio) a Isernia a cento studenti delle quinte dell’Istituto “Fermi – Mattei” le carte da gioco dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) pensate per attivare confronto, riflessione e partecipazione sulle 5M del giornalismo costruttivo, portate avanti dalla stessa Unione. Presenti numerosi giornalisti del Molise.
L’iniziativa rientra nel progetto “Reti in gioco” di cui è capofila Anspi (Associazione nazionale San Paolo Italia), finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Ha guidato l’incontro la giornalista Enrica Cefaratti (presidente di Ucsi Molise). Sono intervenuti Vincenzo Varagona (presidente nazionale di Ucsi), Valeria Parente (docente della scuola di materie giuridiche e collaboratrice di Anspi per la formazione), Renato Piccoli (giornalista Rai e membro di Ucsi) e Assunta Corbo (fondatrice di Constructive network).
Per il Copercom ha portato il suo saluto il presidente Stefano Di Battista, per l’Aiart (Associazione cittadini mediali) c’è stato il video-saluto del presidente Giovanni Baggio.
Questo di Isernia è il primo di una serie di appuntamenti che si terranno in altre regioni, sempre con la partecipazione degli studenti e dei giornalisti.
L’iniziativa fa parte di una sinergia creata dal Copercom che ha favorito l’incontro tra Ucsi e Anspi, un modo non solo di fare rete ma di concretizzare progetti. Copercom continua così a fungere da catalizzatore delle realtà associate al Coordinamento.
«In questa proposta delle carte – ha spiegato Renato Piccoli – si riconosce una visione profondamente vicina al lavoro educativo del progetto: comunicare non è solo trasmettere informazioni, ma costruire relazioni, senso e responsabilità. Le “5M” diventano così un gioco: un modo semplice e partecipativo per allenare uno sguardo più consapevole e umano sull’informazione. Ucsi – precisa Piccoli – concepisce le 5M non come qualcosa che supera le 5W del giornalismo, ma come uno strumento che si aggiunge alle 5W nella cassetta degli attrezzi dei giornalisti. Le 5M, al pari delle 5W, si propongono di essere funzionali a riportare il giornalismo al servizio della democrazia».
Le 5M (more) si fondano su più domande, più tempo, più linguaggi, più tutele, più umanità.
«Le carte – prosegue Piccoli –, grazie al lavoro di gamification di Anspi, non servono a dare risposte, ma a generare riflessioni e domande migliori».
Come scrive Rosa Angela Silletti, formatrice di Anspi, «ogni carta propone un’attività breve da svolgere insieme. Ogni partecipante ha un mazzo di carte e si può giocare secondo due modalità: 1) Si può giocare in massimo 8 persone. A turno, ogni partecipante pesca una carta a caso. Legge ad alta voce la consegna. Tutti partecipano alla risposta. Si discute insieme il risultato. Ad ogni risposta esatta o ad ogni prova superata si assegna un punto. Chi ottiene più punti vince. 2) Il formatore guida il ritmo del gioco. Sceglie o assegna una carta per volta. Assegna le attività o le domande e un tempo per rispondere. I gruppi/squadre di partecipanti elaborano le risposte. Coloro che forniscono risposte esatte ricevono un punto. Si possono assegnare punti extra per risposte innovative e originali. Chi ottiene più punti vince».
