Paoline e Paolini, dall’11 maggio il Festival della comunicazione

La 21ª edizione è promossa nella diocesi di Albano. Copercom tra i patrocinatori. In programma 50 eventi

Dall’11 al 24 maggio, la diocesi di Albano ospiterà la 21ª edizione del Festival della comunicazione, ideato da Società San Paolo e Figlie di San Paolo con l’obiettivo di creare momenti di riflessione e condivisione intorno al messaggio proposto dal Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, quest’anno sul tema “Custodire voci e volti umani”.

Il Festival rappresenta il momento clou della Settimana paolina della comunicazione (dal 10 al 17 maggio): entrambi godono del patrocinio anche del Copercom.

In programma 50 eventi, tra conferenze, concerti, talk show, mostre, momenti di incontro e dialogo ecumenico. Il programma.

«Abbiamo accolto con gioia questo Festival della comunicazione – afferma il vescovo Vincenzo Viva – che intende sensibilizzare la comunità ecclesiale e quella civile del nostro territorio, sull’importanza della comunicazione sociale e sulle sue implicazioni. Oggi, associamo il tema della comunicazione soprattutto al mondo digitale, in cui l’Intelligenza artificiale ha raggiunto in pochissimo tempo una portata di massa, trasformando non solo il lavoro, la salute e i consumi, ma l’intero ecosistema della nostra esistenza umana: identità, relazioni, apprendimento, cultura, vita sociale. La domanda urgente è: saremo in grado di guidare questa rivoluzione o la subiremo passivamente?».

«Noi Paoline e Paolini – così don Giuseppe Lacerenza e suor Cristina Beffa, coordinatori del Festival – siamo felici che la ventunesima edizione del Festival della comunicazione 2026 sia nella diocesi di Albano, in cui sono presenti tutti gli istituti religiosi della Famiglia Paolina, fondata dal beato Giacomo Alberione. Un territorio, quindi, a noi caro, in cui da molti decenni la missione paolina si esprime con fedeltà e creatività, attraverso una presenza viva e operosa al servizio del Vangelo. Siamo riconoscenti al vescovo, monsignor Vincenzo Viva, e all’équipe del Festival per aver fatto propria la proposta di “celebrare” il forte richiamo di papa Leone a “custodire voci e volti umani”, per rimettere al centro della comunicazione la persona, con la sua dignità, la sua storia e la sua sete di verità».