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Terra e poveri, un grido
da raccogliere

Si terrà online il XLI Convegno Bachelet (sabato 13 febbraio, dalle 10, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Azione cattolica italiana), promosso dall’Istituto “Vittorio Bachelet” per lo studio dei problemi sociali e politici. Il tema: “Il grido della terra e il grido dei poveri e dei sofferenti ci interpellano. Il cammino della fraternità e dell’amicizia sociale”. Il webinar si aprirà con una preghiera in memoria di Vittorio Bachelet, del sociologo Mario Brutti e del giurista Giuseppe Dalla Torre. A seguire la presentazione dei lavori di Gian Candido De Martin, presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “Bachelet”, “I sogni si costruiscono insieme”, e la relazione introduttiva di padre Francesco Occhetta, scrittore de “La Civiltà Cattolica”, “Dalla Laudato si’ alla Fratelli tutti. Un percorso di speranza in questo tempo tormentato”. In programma anche una tavola rotonda su “Il buon Samaritano e...”, con la partecipazione di Nadia Matarazzo (docente di Geografia economica presso l’Università degli Studi della Basilicata), “…il Mondo e chi lo abita”,  Lorenzo Caselli (professore emerito di Etica economica e Responsabilità sociale delle imprese, Università di Genova), “…l’economia e il lavoro”, Rosy Bindi (già assistente di Vittorio Bachelet ed ex presidente del Pd e della Commissione Antimafia), “…la società civile e lo stato sociale”, e Luigi Fusco Girard (professore emerito all’Università Federico II di Napoli), “…la custodia del creato”. Concluderà la giornata di studio Matteo Truffelli, presidente dell’Azione cattolica italiana. “La pandemia – spiega una nota – ci consegna un mondo diverso e l’occasione di apprendere alcune lezioni importanti da cui partire per ripensare un modello di società. Paradossalmente, infatti, il virus ha accorciato alcune distanze: le ha scavalcate. Ha colpito tutti, tutto il mondo: il Nord e il Sud, le città e le zone più remote, i ricchi e i poveri, gli intellettuali e le persone senza strumenti culturali, gli imprenditori e gli operai. La pandemia ci ha però ricordato che davvero, di fronte alla fragilità della malattia e alla morte, siamo più uguali di quanto le enormi differenze economiche, sociali e culturali ci fanno pensare; il virus ci ha fatto toccare con mano che veramente quella umana è una famiglia sola, al di là di tutte le differenze e le distanze. Ci ha fatto anche capire che proprio in quanto famiglia si salva solo se si comporta come tale: se ciascuno avverte la responsabilità nei confronti di tutti coloro che ne fanno parte e verso la casa comune in cui abitiamo; se ci pensiamo come fratelli e sorelle, chiamati a custodire ciò che ci rende tali”. --- Presidente dell’Azione cattolica dal 1964 al 1973, docente universitario e vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Bachelet fu assassinato nel 1980 dalle Brigate rosse all’interno dell’Università La Sapienza di Roma. Era diventato presidente dell’Ac a soli trentotto anni. La sua vita e il suo esempio si sono intrecciati alla storia d’Italia, arricchendola prima e dopo la morte.   Scriveva Bachelet: “È urgente formare generazioni nuove a un senso della società, non certo per avere ‘riserve’ per le future formazioni ministeriali – per cui ci sono anche troppi aspiranti – ma per continuare piuttosto con una diffusione nel corpo sociale, quel servizio che, almeno in parte, è già stato offerto per il vertice; per formare cioè una ‘classe dirigente’ come si suole dire, intesa però non in senso solamente politico, ma come guida cristianamente ispirata dell’opinione, della stampa, dei costumi, dell’educazione non solo scolastica (ma anche, ad esempio, cinematografica), delle relazioni di lavoro, della vita professionale in genere”.


Ultimo aggiornamento di questa pagina: 11-FEB-21
 

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